4 golfisti nati poveri che hanno raggiunto la fama

4 golfisti nati poveri che hanno raggiunto la fama
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Il golf non è lo sport da ricchi che molti credono, ma ciò non toglie che comporti un certo investimento iniziale. Se poi l’obiettivo è diventare professionisti, le spese non fanno che crescere: serve un’attrezzatura di livello, bisogna muoversi per le competizioni, pagare le iscrizioni per i tornei. Banalmente, bisogna passare ore ed ore sul campo ad allenarsi. Non tutti possono permettersi spese del genere.

Eppure, nonostante la vita dell’aspirante Professional sia tutto tranne che economica, ci sono golfisti che sono partiti letteralmente da zero. Chi sono?

Jason Day

Abbiamo già parlato di Jason Day, il più giovane golfer australiano ad aver vinto un evento del PGA Tour. Il padre era un uomo violento con la moglie e i figli; morì quando Jason aveva 11 anni, lasciando la famiglia in una condizione di povertà. La madre di Jason ipotecò la casa per mandare il figlio alla Kooralbyn International, affinché potesse accedere al programma di atletica della scuola.

Il resto è storia.

Ben Hogan

Ben Hogan non è un golfista. Ben Hogan è una leggenda del golf e non solo per via delle sue vittorie.

Nel 1949, Hogan rischiò di morire in un incidente d’auto. Sopravvisse, ma secondo i medici non avrebbe mai più giocato; dopo quell’incidente, vinse due Masters e tre U.S. Open. Quella però non fu la prima sfida che la vita gli aveva messo di fronte.

Quando Ben Hogan aveva solo 9 anni, il padre si suicidò di fronte a lui sparandosi con la pistola di famiglia. La madre di Hogan rimase da sola con tre figli ancora piccoli da mantenere con il suo lavoro di sarta; il fratello maggiore fu costretto ad abbandonare gli studi a 14 anni, per aiutare la famiglia. Il piccolo Ben faceva la sua parte vendendo giornali e lavorando come caddie in un golf club a 11 km di distanza.

Il lavoro al golf club fu la sua fortuna: Hogan partecipò a un torneo tra caddie tenuto dal club, durante il quale si fece notare. In questo modo riuscì a guadagnarsi l’iscrizione al club e, insieme al lavoro da caddie, questo gli permise di cominciare la propria scalata nel mondo del golf professionale.

Juan Antonio “Chi-Chi” Rodríguez

Juan Antonio “Chi-Chi” Rodríguez è stato il primo golfista portoricano ad entrare nella World Golf Hall of Fame. Prima di far sognare milioni di golf addict con le sue vittorie, però, era un bambino povero nato a Rio Piedras. Suo padre manteneva lui e i cinque fratelli lavorando come operaio per pochi soldi; Chi-Chi stesso aiutava la famiglia lavorando come acquaiolo nelle piantagioni di zucchero.

Come Ben Hogan, anche Rodríguez scoprì golf lavorando come caddie. All’inizio, la sua fu una decisione venale: i caddie guadagnavano più degli acquaioli. Pian piano cominciò ad appassionarsi al gioco, tanto da costruirsi una mazza da golf di fortuna per esercitarsi nel tempo libero. Così facendo, a 9 anni era già un buon giocatore. Quando entrò nell’esercito, a 19 anni, approfittò di un campo da golf vicino per continuare ad allenarsi.

Una volta trascorsi i suoi due anni nell’esercito, era pronto per far sognare il Puerto Rico e il mondo.

David Duval

In realtà David Duval non era nato povero: il padre era un istruttore di golf e la famiglia non aveva grossi problemi. Tutto cambiò quando il fratello Brent, di soli dodici anni, si ammalò di leucemia. I medici fecero di tutto per curarlo, ma il bambino morì e il padre di Brent cadde in depressione.

David aveva dieci anni quando il padre se ne andò di casa, lasciando la famiglia al suo destino. La madre e i bambini furono costretti ad arrangiarsi per un anno, finché i servizi sociali non riuscirono a trovare il padre e a farlo tornare a casa.

Anche dopo che il padre tornò a vivere con loro, la vita di David non fu facile. Poté contare sul padre per imparare a giocare a golf, ma poco altro. Nel 1993, quando David fu pronto per diventare un professionista, il padre sparì di nuovo e questa volta per sempre.


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