Come sono cambiate le regole d’abbigliamento nel golf?

In passato abbiamo parlato di come sono cambiate le regole d’abbigliamento per le golfiste. Questa volta facciamo la stessa cosa, concentrandoci però sull’abbigliamento maschile per il golf. Nel corso dei secoli, infatti, l’approccio allo sport è cambiato e così ha fatto il dress code sul campo. Proprio come le donne, anche gli uomini sono passati da un abbigliamento formale a uno più comodo e sportivo. Vediamo come.

Come si vestivano i primi golfisti

La nascita del golf risale a prima del ‘500, ma lo sport diventa popolare a fine ‘800. Negli anni ‘70 di questo secolo viene fondato il primo golf club statunitense a Montreal, grazie a una ricca comunità di immigrati scozzesi.

In questi anni non esiste ancora un abbigliamento specifico per il golf, quindi i giocatori si vestono come abiti da tutti i giorni. L’abbigliamento preferito è quello usato per altre attività sportive, come la bicicletta o la caccia. Di conseguenza il golfista medio indossa abiti in tweed con gilè, di solito con calzoni alla zuava accompagnati da calzettoni al ginocchio abbinati.

L’eleganza dei golfisti anni ‘20

Nonostante i golfisti di fine ‘800 fossero relativamente formali, l’apice dell’eleganza sul campo da golf la si raggiunge negli anni ‘20 del ‘900. Il golf diventa sempre più popolare tra le fasce benestanti della popolazione, il che influenza anche il dress code sul campo.

In un numero del 1918, la rivista Vanity Fair descrive le regole d’abbigliamento da rispettare sul campo da golf. L’uomo indossare camicia, giacca e cravatta; il tutto si accompagna ai pantaloni alla zuava con i calzettoni visti sopra. Una combinazione che può apparire alquanto bizzarra ai nostri occhi.

Anni ‘30, addio alla cravatta

L’abbigliamento ultra formale visto sopra dura relativamente poco, in realtà. Già a metà degli anni ‘20, il principe di Galles e futuro re Edoardo VIII inizia a influenzare la moda sul campo da golf. Nel giro di qualche anno, i giocatori si adeguano al nuovo modello e abbandonano la (decisamente scomoda) cravatta.

I cambiamenti più notevoli si hanno nell’abbigliamento del busto: basta giacca e basta cravatta. Il principe mantiene la camicia, accompagnata però da eleganti gilè lavorati a maglia. Per proteggere la testa dal sole cocente, usa un berretto morbido con visiera.

I pantaloni alla zuava di ottocentesca memoria rimangono, ma si allungano di qualche centimetro e arrivano a metà polpaccio. Come sempre, si accompagnano a calzettoni abbinati che coprono il resto della gamba. Le scarpe sono in due colori, spesso protette dalle ghette abbinate al resto.

Ben presto, l’abbigliamento del principe diventa una sorta di divisa per i golf addict di tutto il mondo. La voglia di comodità sta però per avere la meglio.

La nascita delle regole d’abbigliamento attuali

Qual è il problema principale di tutti i tipi di look visti sopra? Il caldo. Gli Open del 1933 si tengono sotto un sole cocente, che spinge diversi dei partecipanti ad abbandonare i tradizionali abiti pesanti. Più il tempo passa, più questa decisione diventa la prassi.

Negli anni ‘40 diventano popolari le magliette a maniche corte lavorate a maglia, realizzate in materiali eleganti ma leggeri. I pantaloni alla zuava spariscono, lasciando il posto a pantaloni lunghi e comodi, anch’essi realizzati in tessuti leggeri. Le scarpe sono comode e robuste, pensate appositamente per il campo da golf.

Negli anni ‘50 si verifica un ulteriore cambiamento, essenziale per le attuali regole d’abbigliamento del golf. Gli uomini iniziano a indossare i ben più comodi bermuda e diventano popolari le polo, che prendono il posto di camice e magliette. I loro innumerevoli colori conquistano uomini e donne, diventando sinonimo di moda sul campo da golf.


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