Come Paperon de’ Paperoni insegna, a volte per fare fortuna basta accumulare un centesimo alla volta. La storia del sommozzatore Glenn Berger non fa che dimostrarlo: in 15 anni di lavoro come recuperatore di palline da golf, avrebbe guadagnato oltre 15 milioni di dollari. Com’è possibile?
Partiamo da due presupposti: ciascuna pallina di golf recuperata vale pressapoco 10 centesimi di dollaro; in un singolo laghetto, si possono recuperare oltre 3.000 palline da golf.
Perdiamo davvero così tante palline da golf da poterci basare un intero business? E perché il lavoro del recuperatore di palline da golf è importante, oltre che redditizio?
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Quante palline da golf perdiamo, ogni anno?
Ci sono campi da golf nei quali si perdono più palline e altri nei quali se ne perdono di meno, non c’è dubbio. Secondo alcune ricerche, però, perdiamo in media 2 palline da golf a giocata; secondo alcune, potremmo arrivare addirittura a 4 palline perse ad ogni giocata.
Gran parte delle palline perse finiscono dentro gli ostacoli d’acqua, dove i giocatori non possono recuperarle. A detta dei recuperatori, in alcuni laghetti finiscono fino a 10.000 palline da golf a stagione. Se consideriamo che alcuni percorsi hanno 20 ostacoli d’acqua o più, i conti sono presto fatti.
Sommando tutte le palline ingoiate dai laghetti, arriviamo a pressapoco 420 milioni di palline da golf perse ogni anno. 300 milioni di palline vanno perse nei soli Stati Uniti, il Paese con più campi da golf al mondo.
Il problema delle palline perse
Considerando il costo delle palline da golf professionali, ci sono parecchi soldi sul fondo dei laghetti di tutto il mondo. Il vero problema non è quello, però. Il vero problema è che quelle palline sono fatte per durare nel tempo.
Una pallina da golf impiega tra i 100 e i 1.000 anni per decomporsi. In questo lasso di tempo, rilasciano sostanze chimiche e microplastiche nell’ambiente, inquinando l’acqua circostante e gli animali che la abitano. Queste particelle di plastica tendono infatti ad accumularsi negli organismi viventi, con conseguenze sul sistema endocrino non ancora del tutto comprese.
L’altro grosso problema è l’ingestione delle palline da parte di animali acquatici: pesci, uccelli, alligatori possono scambiare le per prede e ingoiarle. Queste palline non solo rilasciano le sostanze di cui sopra nel loro organismo, ma spesso si incastrano nel sistema digerente o nell’intestino, portando gli animali alla morte.
Al di là dell’aspetto economico, quindi, recuperare le palline da golf è un modo per aiutare l’ambiente e ridurre l’impatto negativo del golf.
Il business del recuperatore di palline
Come funziona esattamente il business del recuperatore di palline da golf? I gestori dei campi da golf hanno tutto l’interesse nel ripulire i laghetti: fa parte del lavoro di manutenzione del campo. D’altra parte, non è un lavoro che chiunque possa fare ed è qui che entrano in gioco i recuperatori.
I recuperatori di palline da golf sono sommozzatori qualificati, dotati di attrezzatura specifica per muoversi nell’acqua torbida di lago. Soprattutto, sono pronti ad affrontare tutte le criticità che ci possono essere sott’acqua, come animali aggressivi e pesci un po’ troppo cresciuti.
Una volta recuperate, le palline da golf vengono lavate e selezionate. Le migliori vengono vendute a prezzi che vanno dai 10 centesimi ai 2 euro, a seconda del tipo di pallina. Quelle rotte o troppo rovinate vengono invece riciclate.
Quando possibile, le palline da golf rovinate vengono ricondizionate, proprio come si fa per l’elettronica. Quando non lo si può fare, si recuperano e si riciclano i materiali usati per produrle.
Insomma, recuperare palline da golf è proficuo e ottimo per l’ambiente. Consolati così, la prossima volta che ne perdi una.






